A San Giorgio 20 famiglie fragili, un fondo col Cissac per aiutarle
San Giorgio Canavese
Aumentano a San Giorgio Canavese le persone cosiddette “fragili”, ovvero coloro che a causa di difficoltà economiche anche solo temporanee, oppure per la necessità di cure ed assistenza medica, hanno bisogno di un sostegno economico.
Per non farsi trovare impreparato di fronte all’insorgere di nuovi casi, l’esecutivo del sindaco Marco Baudino ha stipulato un accordo quadro con il consorzio socio assistenziale Cissac.
L’accordo fino al 31 dicembre del 2027 prevede l’erogazione da parte del Comune di contributi aggiuntivi al Cissac oltre alle quote già previste e versate annualmente. Le risorse saranno definite di volta in volta, e trovate nelle pieghe del bilancio, solo in caso di necessità.
«Si tratta di uno strumento già utilizzato da più di un anno, che rifinanziamo per garantire continuità ed efficacia – spiega Baudino –. Abbiamo voluto istituire un fondo dedicato per poter intervenire in modo mirato e tempestivo, su segnalazione degli operatori del Cissac, con i quali esiste un rapporto di collaborazione costante, e che conoscono da vicino le situazioni di bisogno. Uno strumento pensato per sostenere chi, per diversi motivi, non riesce ad entrare nei canali ordinari di assistenza, evitando che situazioni di fragilità vengano lasciate sole. Sempre più spesso infatti, si tratta di persone che, non avrebbero mai immaginato di trovarsi in una condizione di bisogno – argomenta ancora il sindaco –. Dopo il periodo del Covid i bisogni sociali si sono trasformati, ed in alcuni casi intensificati, per questo abbiamo scelto di investire risorse aggiuntive, con la convinzione che prendersi cura oggi delle fragilità significhi costruire domani una comunità più forte, più giusta e più coesa».
I numeri, in via di aggiornamento, registrano una ventina di nuclei familiari bisognosi di aiuto.
Intanto per affrontare l’emergenza abitativa San Giorgio Canavese dispone di cinque immobili di proprietà comunale che gestisce autonomamente. Di questi tre abitazioni sono in corso di riqualificazione grazie ad un finanziamento del Pnrr nell’ambito della missione 5 dedicata ad inclusione e coesione sociale, che valeva 450mila euro.
Un progetto che l’Atene del Canavese aveva presentato con Strambino.
«I lavori interessano gli stabili in vicolo Miglio, nel complesso del municipio, e in via Giulio Isola, nell’ex sede della Pro loco. Quest’ultimo stabile è stato convertito in due unità abitative più piccole, mentre gli altri alloggi sono più grandi. Abbiamo poi un alloggio, che si trova sopra il centro anziani nella frazione Cortereggio che abbiamo già utilizzato per aiutare persone in difficoltà. I nostri immobili vengono però destinanti alle emergenze territoriali e non a residenze stabili, anche se di solito i tempi si allungano».
Da sempre attento alle problematiche sociali l’amministrazione comunale negli ultimi anni ha sostenuto concretamente ventisette nuclei familiari nel pagamento delle bollette e dei tributi, attraverso lo strumento del “baratto amministrativo”: una forma di assistenza attiva.
Tradotto in pratica la persona che riceveva un aiuto economico doveva svolgere lavori di manutenzione per il Comune per ripagare la comunità che la assisteva.
