Disastro ponte sul Naviglio, opposizione in protesta: «Basta bugie»
Pavia. Sabato 28 febbraio il gruppo di Fratelli d’Italia in consiglio Comunale a Pavia ha organizzato una protesta per denunciare l’ennesimo ritardo nella riapertura del ponticello di viale Ludovico il Moro – chiuso da luglio 2024 – i cui lavori sembrano ancora in alto mare, nonostante la consegna prevista proprio per il 28 febbraio: l’ultima di una lunga serie di scadenze non rispettate da parte della ditta appaltatrice, e di promesse disattese da parte dell’amministrazione comunale che si era impegnata nel garantire tempi di cantiere veloci. Così non è stato e, per questo motivo, l’opposizione ha deciso di scendere in piazza: al gruppo di Fratelli d’Italia si sono uniti anche gli esponenti di Forza Italia e della Lega: presente anche Gian Marco Centinaio, senatore del Carroccio e vice presidente del Senato.
Moggi day
Con loro anche alcuni cittadini, che alle reti del cantiere per rifare il ponte (chiuso alle auto da luglio 2024 e poi smontato a novembre dello stesso anno) hanno appeso uno striscione satirico, indirizzato all’assessora ai Lavori Pubblici Alice Moggi: «Moggi day – si legge sul manifesto – finalmente oggi se ne riparla domani». Un riferimento agli impegni e – almeno finora – disattesi, nell’obiettivo mancato di riaprire in fretta un’infrastruttura considerata strategica per il quartiere di Città Giardino, che oggi può contare soltanto sul ponte Ghisoni (anche quello vittima di ritardi dovuti alla pandemia Covid, e parte di un ben più ampio progetto di riqualificazione).
Consapevole che il ponte non sarebbe stato pronto per la data del 28 febbraio, il Comune ha pubblicato una nota nella sera del 27 spiegando le ragioni dell’ennesimo ritardo. Nei giorni scorsi, infatti, l’impresa affidataria ha chiesto un’ulteriore proroga per l’esecuzione dei lavori. A ciò ha fatto seguito l’immediato invio da parte del Comune di Pavia di due tecnici presso la sede dell’impresa per un sopralluogo, da cui è emersa l’impossibilità dell’impresa affidataria di rispettare la scadenza indicata per la conclusione dei lavori.
L’impresa, ha spiegato il Comune, risulta in forte ritardo rispetto al cronoprogramma contrattuale. Alla luce delle verifiche effettuate, non è stata accolta alcuna ulteriore richiesta di proroga: il termine del 28 febbraio era già stato considerato improgabile. Dal lunedì primo marzo scatteranno pertanto le penalità previste dal Capitolato speciale d’appalto. L’amministrazione appurerà inoltre se siano stati svolti tutti i controlli necessari per vigilare sul sul regolare andamento del cantiere da parte dei soggetti preposti.
«Il Comune di Pavia, insieme ai cittadini, – comunicano dal Mezzabarba – è la prima parte lesa di questa situazione grave e inaccettabile. I disagi subiti da residenti, commercianti e automobilisti in questi mesi sono evidenti e non possono essere ulteriormente aggravati da ritardi non comunicati per tempo. Sono già state attivate tutte le procedure previste per la tutela dell’ente, comprese l’applicazione delle penali e le verifiche interne sulle responsabilità amministrative. Seguiranno aggiornamenti puntuali sui nuovi tempi di conclusione dei lavori, che saranno comunicati solo a fronte di un cronoprogramma certo e verificato. L’obiettivo resta uno: riaprire il ponte nel più breve tempo possibile, garantendo sicurezza, trasparenza e rispetto verso la città». Nel frattempo, è passato un anno e mezzo.
