Il Parlamento dice sì alla difesa dei Paesi del Golfo. Schlein con l’elmetto, show di Bonelli in aula
Il Parlamento ha approvato (prima alla Camera, poi al Senato) la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni dei ministri Tajani e Crosetto. Al centro la richiesta di aiuti ai Paesi del Golfo sotto gli attacchi della rappresaglia iraniana. Respinte le risoluzioni di Pd, M5S e Avs. La posizione del governo, in queste ore di escalation del conflitto dagli esiti imprevedibile, è chiara. Al netto del racconto delle opposizioni che anche oggi hanno indossato l’elmetto. Con lo strascico di polemiche preventive sull’utilizzo delle basi americane, richiesta che – riferisce il governo – non è ancora pervenuta. Su tutto la rituale invettiva contro la presunta assenza della premier Meloni. Che invece riferirà in Parlamento il prossimo 11 marzo sulla crisi mediorientale con tempi aggiuntivi.
Via libera del Parlamento alla difesa dei Paesi del Golfo
Primo obiettivo di Palazzo Chigi la de-escalation del conflitto puntando sulla diplomazia ma anche il sostegno difensivo per tutelare gli interessi strategici nazionale d’intesa con i partner europei. La risoluzione impegna il governo “a partecipare” allo “sforzo comune in ambito Ue per sostenere, in caso di richiesta, stati membri Ue nella difesa del proprio territorio da attacchi missilistici o via droni da parte iraniana”. E a “confermare il rispetto, nell’utilizzo delle installazioni militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi, del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti”. Il testo parla anche del “dispiegamento e il rischieramento di sistemi di difesa aerea e antimissilistica e di sorveglianza a protezione dei cittadini italiani”.
Crosetto: l’Italia non è in guerra. Violato il diritto internazionale
L’Italia non è in guerra – ha detto chiaramente Crosetto – e non intende entrarci. “Così come non lo è nessun paese europeo”, ha spiegato nel ribadire che l’iniziativa degli Usa su Teheran si è svolta senza alcun avviso preventivo. “Una guerra che è partita all’insaputa del mondo. Il problema nostro è gestire le conseguenze di una crisi che è esplosa e che non abbiamo voluto. Porteremo assieme a spagnoli e francesi un aiuto a Cipro”.
FdI: Al primo posto la difesa della sicurezza nazionale
Tema discusso dalla premier Meloni in un colloquio telefonico con Emmanuel Macron che ha sancito la piena condivisione degli interventi. Anche sul tema del diritto internazionale, mantra delle opposizioni, il governo ha pronunciato parole chiare. Altro che sudditanza a Trump. “Certo che è stata al di fuori delle regole del diritto internazionale”, ha detto il ministro della Difesa in sede di replica. Parole che mettono a tacere le proteste urlate dei parlamentari delle opposizioni e smontano la tesi di una presunta ambiguità di Palazzo Chigi. “La nostra nazione ha alle spalle una lunga tradizione di diplomazia. E si è sempre impegnata con fermezza e credibilità quando si tratta di difendere la sicurezza dei cittadini e la stabilità internazionale. Lo abbiamo fatto e lo faremo ancora”. Così Giangiacomo Calovini di FdI in dichiarazione di voto.
Schlein come un disco rotto sul no alle basi Usa
Le opposizioni, elmetto in testa, non hanno rinunciato alla crociata contro il governo. Nemmeno i venti di guerra e la sicurezza nazionale messa in pericolo fanno desistere le sinistre dallo sport quotidiano. Elly Schlein non risparmia all’aula il consueto comizio anti-americano. “Noi diciamo no all’autorizzazione delle basi per appoggiare in un nessun modo questa guerra che viola il diritto internazionale. Il punto non è che tornerete qui se ve le chiedono. Dovete dire di no già adesso, perché sarebbe contro l’articolo 11 della costituzione”. E giù contro la premier che non si sarebbe pronunciata sul conflitto. “Il premier spagnolo ha detto: no alla guerra. Noi la pensiamo come lui e gli diamo tutto il supporto”. La segretaria dem preferisce voltare lo sguardo a Madrid mentre pretende di insegnare l’interesse nazionale alla maggioranza.
Show di Bonelli con la bandiera americana
Il pasdaran Angelo Bonelli è tornato a dare il meglio di sé con annessa coreografia da stadio. “Ci domandiamo perché la presidente Meloni non è in aula e continua a fuggire dal Parlamento? È inaccettabile”. Poi la mossa a sorpresa. Sventolando la bandiera a stelle e strisce ha urlato: “Questi sono gli interessi che difendete. Non possiamo essere sudditi di Trump, noi diciamo no a questa vostra avventura di portare l’Italia in questo scenario. Noi siamo patrioti italiani, non siamo patrioti di Trump”. Non meno barricadero il grillino Riccardo Ricciardi che ha consigliato al ministro Tajani di “sciacquarsi la bocca” prima di parlare di Conte.
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