Stasi diffamato, a processo la criminologa Vagli
GARLASCO. È entrato nel vivo al tribunale di Lucca il processo per diffamazione che vede contrapposti Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, e la criminologa televisiva Anna Vagli. Nell’ultima udienza Stasi, parte offesa nel procedimento, ha chiesto anche un risarcimento dei danni chiamando in causa non solo l’autrice dell’articolo ma anche il direttore della testata Fanpage.it. La difesa di Vagli ha contestato la richiesta sostenendo che, nel caso di pubblicazioni online, la responsabilità penale per diffamazione ricadrebbe esclusivamente sull’autore del contenuto.
L’udienza si è conclusa con un rinvio a giugno. In quella data il giudice dovrà compiere i prossimi passaggi procedurali e valutare l’eventuale apertura del dibattimento. Se non verrà raggiunto un accordo tra le parti, sarà fissato il calendario delle udienze e potranno essere ascoltati i testimoni.
Il procedimento nasce da un articolo pubblicato nel 2022 su Fanpage.it, in cui Vagli proponeva una ricostruzione del delitto di Garlasco sostenendo che Chiara Poggi avrebbe scoperto sul computer di Stasi materiale pedopornografico, circostanza da cui sarebbe scaturita la lite culminata nell’omicidio del 13 agosto 2007. La difesa di Stasi contesta queste affermazioni ricordando che nel 2014 la Cassazione ha stabilito che quel reato “non sussiste”, rilevando solo la presenza di materiale pornografico con adulti.
