Dubai, l’imprenditore vigevanese che rimane nonostante la crisi in Medio Oriente: «Non scappo, qui è casa mia»
VIGEVANO. «Resto a Dubai perché c’è bisogno di me e perché la mia casa è qui». A parlare è Diego Granese, imprenditore vigevanese che da oltre 10 anni si occupa di internazionalizzazione d’impresa, apertura di società a Dubai e in paesi a tassazione agevolata e ottenimento di permessi di soggiorno. «Avrei dovuto prendere un volo per rientrare in Italia per motivi di lavoro organizzati da tempo – dice Granese - ma ho deciso di non farlo. Resto a Dubai per due motivi molto chiari. Il primo è perché qui c’è bisogno di me. Ho responsabilità, clienti, aziende, persone che fanno affidamento su di me. Sono stato tra i primi promotori di Dubai in Italia e sento il dovere morale di esserci anche nei momenti complessi, non solo quando tutto va bene. Il secondo è perché non sarebbe stato corretto affrontare ora il viaggio verso Muscat o altre tratte già congestionate. Ci sono turisti bloccati che devono rientrare a casa e, a mio parere, hanno la precedenza rispetto a chi qui vive e lavora stabilmente. La mia casa è qui».
Ma non ha paura? «È importante raccontare la realtà dei fatti – risponde l’imprenditore – in questi giorni ci sono state tensioni e attacchi nella regione, e in alcuni momenti anche sopra Dubai sono transitati droni e missili. Tuttavia, i sistemi di difesa degli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato la quasi totalità delle minacce e la città continua a funzionare normalmente. Molti residenti si sentono tranquilli e hanno deciso di restare. Le infrastrutture funzionano, le attività economiche proseguono e la vita quotidiana continua. La vera emergenza, in questo momento, riguarda invece molti turisti italiani che si trovano qui temporaneamente e che devono rientrare in Italia».
Trentasei anni, in Italia è stato tra i fondatori delle palestre Fitup Europe e di Dan Ink Group, primo franchising europeo dedicato al tatuaggio. Ha fondato anche molte startup tra cui Aviva Wines, marchio leader nel settore degli spumanti, producendo vini colorati famosi in tutto il mondo. A Dubai pare sia diventato un vero e proprio punto di riferimento per le imprese, professionisti, creator e celebrity italiane che vogliono defiscalizzarsi legalmente e/o trasferirsi a vivere a Dubai, tanto che l’anno scorso ha ricevuto il Golden Visa degli Emirati Arabi Uniti come persona influente per i meriti ottenuti nel pubblicizzare e attirare imprenditori e professionisti a Dubai.
«La mia casa è qui, il mio business è qui – conclude Granese – i business dei miei clienti sono qui. Per questo la mia presenza oggi deve essere qui. Come ho sempre fatto, nel bene e nelle difficoltà, resto al fianco degli italiani negli Emirati e anche degli Emirati stessi, di questo Paese che mi ha dato tutto ciò che desideravo. Ho inoltre dato e ridò piena disponibilità al Ministero degli Esteri, all’Ambasciata e ai Consolato italiano per qualsiasi supporto operativo: informazioni, documenti, pratiche, contatti, mezzi di trasporto, utilizzo dei miei uffici e assistenza del mio team, al fine di facilitare la gestione dell’emergenza. Fin dalle prime ore della crisi mi hanno scritto migliaia di persone attraverso i miei social media. Essendo uno dei punti di riferimento della comunità imprenditoriale italiana qui, molti hanno chiesto informazioni e aiuto per rientrare». —
