Pavia, 37 anni fa il crollo della Torre civica: il ricordo della città
Pavia. Era il 17 marzo del 1989 e mancavano cinque minuti alle 9 del mattino. Il tempo però si fermò, quantomeno a Pavia. La Torre civica, eretta quasi mille anni prima, crollò su piazza del Duomo uccidendo quattro persone e lasciando la città sotto choc. Uno choc che ci si porta dietro fino ad oggi, 37 anni dopo, quando come in ogni altro 17 marzo da quel 1989 autorità e cittadini si riuniscono per una commemorazione.
Il ricordo di quel giorno
Il monumento era alto 89 metri, costituito da 8mila tonnellate di mattoni, tutte sgretolate in un istante. Dopo il crollo, la polvere rimase in aria per ore mentre in piazza del Duomo iniziavano le ricerche di chi era stato visto sotto la Torre pochi istanti prima del disastro. Ruspe al lavoro, pietre e blocchi di mattoni spostati a forza di braccia per cercare di salvare chi fosse rimasto sotto.
Adriana Uggetti, 18 anni, e Barbara Cassani, 17, amiche del cuore, entrambe residenti a San Genesio, Giulio Fontana, 76 anni, titolare del ristorante Regisole e Giuseppina Pia Comaschi, 52 anni, edicolante. Sono i quattro nomi che quel 17 marzo portò via alle famiglie e alla comunità. L’incidente coinvolse altre 15 persone, rimaste ferite.
L’intervento del sindaco
La commemorazione in piazza del Duomo è un modo per ricordare e onorare le vittime di una tragedia, ma anche per tenere alte le antenne della memoria collettiva. «La memoria deve essere il fondamento della nostra identità civica e cittadina – ha detto il sindaco Michele Lissia nel suo intervento in piazza del Duomo -. Una comunità capace di ricordare è una comunità capace di custodire la propria storia e di costruire il proprio futuro».
