“Il figlio adottivo di Raffaella Carrà? Era il suo bodyguard e lei si fidava di lui, poi è diventato l’assistente personale. Gli ha insegnato tutto, anche la riservatezza”: parla l’ufficio stampa Angelo Perrone
Continua a tenere banco la notizia del figlio adottivo segreto di Raffaella Carrà, l’ex collaboratore Gian Luca Pelloni Bulzoni. La Fondazione dedicata alla conduttrice ha confermato: “L’adozione era finalizzata per proseguire le attività dell’artista”. Caterina Balivo a “La volta buona”, oggi 17 marzo, ha invitato nel suo salotto Angelo Perrone, ex ufficio stampa storio dell’artista scomparsa.
“Innanzitutto c’è da sapere che Gian Luca conosce Raffaella ben 25 anni fa. – ha affermato – Io ero presente perché era a Sanremo (era l’edizione del 2001, ndr). Gianluca lavorava per un’azienda di servizi di sicurezza e la RAI prende in appalto questi servizi di sicurezza per le varie persone che sono presenti al Festival. Gian Luca fu abbinato, diciamo così, a seguire personalmente Raffaella durante i giorni del Festival, quindi durante la preparazione, durante la serata. Quindi era il suo bodyguard”.
E ancora: “Da lì lei si trovò molto bene, parliamo di un ragazzo che avrà avuto 35 anni all’epoca, lei amava comunque dare aiuto ai giovani. Vide che era una persona brava nel suo lavoro, si sentiva protetta e poi se l’è portato dietro sempre. Quindi finisce Sanremo, il rapporto di lavoro continua. Gian Luca con Sergio Iapino e Alessandro Locascio che era il manager di Raffaella sono state le persone in assoluto più vicine a Raffaella fino alla morte”.
“Loro diciamo che erano un team che lavorava insieme, nel senso che uno spalleggiava l’altro, – ha continuato Perrone – Gian Luca era molto bravo nella logistica, nella sicurezza, nel mantenere i rapporti, Alessandro magari contattava di più le trasmissioni televisive, poi Raffaella aveva un suo avvocato per quanto riguarda i contratti, però il team creativo erano Sergio Iapino, Alessandro e Gian Luca”.
Il rapporto professionale tra la guardia del corpo continua: “Si incontrano, continuano a lavorare insieme, in tutte le varie trasmissioni. E diventa anche il suo assistente personale, nel senso che la seguiva giorno e notte, anche negli spostamenti privati… Se lei andava a cena di rappresentanza, così, diventa una persona di fiducia. E Raffaella, chi la conosce bene, sa, non è che regalava la sua fiducia al primo venuto”.
“Raffaella è stata per lui una maestra a livello di vita e professionale, – ha continuato Perrone – perché gli ha insegnato a lui vari meccanismi che magari lui non conosceva. Tipo la riservatezza. Nessuno ha mai detto nulla. Però non dimentichiamoci il modo in cui Raffaella ci ha lasciato e se n’è andata. Quello la dice lunga sul suo modus vivendi. E questa riservatezza lei l’aveva sempre. Guarda, io ti posso testimoniare che anche lì a Sanremo con Gian Luca ha fatto delle cose a livello benefico. E la prima cosa che lei si assicurava con me, che io facevo il suo ufficio stampa, in quell’occasione, è che io non divulgassi la notizia. Non voleva che queste cose venissero fuori, perché era così. E ha insegnato, oso dire, a Gian Luca quello che vuol dire la riservatezza nel mondo dello spettacolo, in un mondo a volte urlato, strillato”.
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