Covid-19: dovremmo fare sesso con la mascherina? Uno studio di Harvard dice di sì
I rapporti sessuali all’epoca del distanziamento sociale? Protetti. Non solo, come sempre, per evitare malattie sessualmente trasmissibili ma anche per ridurre, almeno un po’, la possibilità di infettarsi con Sars-Cov-2. Lo suggerisce uno studio dell’università di Harvard secondo il quale chi faccia sesso con una persona con la quale ovviamente non vive e dunque non ha condiviso il periodo di quarantena dovrebbe indossare una mascherina, evitare i baci, farsi una doccia prima e dopo e disinfettare accuratamente lo spazio in cui si trovano con salviette imbevute di sapone o alcool.
L’indagine, pubblicata su Annals of Internal Medicine, spiega che un rischio residuale esiste anche in caso di rapporto con persone con cui si convive. Specialmente se uno dei due, o tutti e due, in questa fase di allentamento delle misure e di ritrovata libertà ha ripreso a frequentare posti pubblici. Magari ha preso un treno, è andato al ristorante o in ufficio, dal parrucchiere o altrove. Senza contare la possibilità di essere reciprocamente asintomatici. Il problema è talmente sensibile che da pochi giorni nel Regno Unito è vietato, durante il lockdown che ancora prosegue, fare sesso con persone estranee ai propri partner usuali con cui si convive. Lo stabilisce un recente emendamento alla legge «The Health Protection (Coronavirus, Restrictions) Regulations 2020».
Gli scienziati, capitanati da Jack Turban che è il principale autore dell’indagine, hanno anche preparato una specie di classifica contenente i diversi scenari sessuali sulla base alla probabilità di potersi infettare. Se ovviamente l’astinenza e l’autoerotismo sono la soluzione ideale per evitare ogni preoccupazione, il sesso con persone conviventi ma anche residenti altrove sono considerate ad«alto rischio». Tuttavia, l’astinenza sul lungo periodo non è in generale una raccomandazione efficace, lo testimoniano anche i fallimenti ben documentati degli interventi di sanità pubblica basati su questa indicazione e la loro probabilità di promuovere stigma o discriminazioni, magari associandoli a determinate minoranze.
Massima prudenza, dunque. La Società italiana della contraccezione ha per esempio spiegato che, dal momento che saliva e secrezioni delle vie aeree superiori restano i principali veicoli di contagio del virus, è bene evitare i baci. No, inoltre, al sesso occasionale: il partner più sicuro è ovviamente quello con cui si convive e magari si è condiviso il lungo periodo di isolamento. Non tanto per la possibilità di trasmissione per via sessuale, di cui mancano prove scientifiche in numero ed evidenza sufficiente da fornire una qualche certezza, quanto appunto perché è impossibile conoscere frequentazioni e atteggiamenti dei giorni precedenti. Altre indicazioni sono contenute nella gallery in alto.
