Il night fa il pieno di clienti: 60 multe e 5 giorni di chiusura
PRATO. Ennesimo controllo di polizia a un circolo cinese ed ennesima sfilza di multe per il mancato rispetto dei divieti antiCovid. Stavolta sono 60 le sanzioni da 400 euro comminate all’esito di un’ispezione compiuta nella tarda serata di giovedì all’interno dell’ex Galisia, un locale al confine tra il comune di Prato e quello di Campi Bisenzio.
Tutti i multati sono di nazionalità cinese e sette di loro sono stati portati in Questura perché non avevano il permesso di soggiorno. Nel locale sono stati trovati anche 10 grammi di ketamina, alcune pasticche di ecstasy e qualche grammo di hashish. Il titolare del circolo è stato multato per non aver cessato l’attività di ristorazione (di solito sono multe di 4.000 euro) e i clienti per aver violato il coprifuoco in vigore dalle 22 alle 5. Il circolo dovrà rimanere chiuso per cinque giorni.
Quello visitato dalla polizia è lo stesso locale che lo scorso 26 novembre fu controllato dai carabinieri, in via dei Confini. In quell’occasione furono multati 35 clienti, tutti cinesi, oltre al titolare, una donna di 49 anni. All’epoca la Toscana era in zona rossa, ma il divieto di apertura per questo tipo di attività, come tutti sanno, vige anche per le zone arancioni, come quella in cui si trovano attualmente Prato e la Toscana.
A novembre i carabinieri scoprirono che ai clienti del night veniva chiesto di raggiungere il locale in taxi per evitare che le auto parcheggiate all’esterno dessero troppo nell’occhio. Dentro, la solita scena: bevande, karaoke e ketamina per chi non vuole rinunciare allo svago serale nonostante la pandemia. Entra solo chi viene riconosciuto e c’è un cane di razza pastore tibetano per scoraggiare chi ha la tentazione di “imbucarsi”.
Quello dei locali a conduzione cinese che se ne infischiano dei divieti antiCovid è ormai diventato un caso che travalica i confini della provincia. E quanto è successo al night di via dei Confini ricorda da vicino il caso del circolo cinese di via Zipoli, multato tre volte in meno di due mesi per lo stesso motivo: alla vigilia di Natale, la notte di San Silvestro e domenica scorsa. La prima volta sono state multate 30 persone, la seconda 130, la terza 35. Come dire, voi ci multate, noi paghiamo e riapriamo. Perché forse ci conviene.
In Questura non sono poi così convinti che al gestore del circolo convenga pagare e riaprire, ma quanto sta accadendo sembra dimostrare il contrario. O comunque autorizza il sospetto.
D’altra parte le forze dell’ordine in questi casi sono tenute ad applicare il Dpcm sui divieti, che prevede le multe ai clienti, la multa al titolare e la chiusura, ma per non più di cinque giorni. Misure che evidentemente non sono sufficienti a scoraggiare chi se ne infischia dei divieti e mette in conto la sanzione. È una dinamica già vista nel caso dei sequestri di “taglia e cuci” nelle confezioni.
Ma questa sfilza di multe ai locali recidivi rappresenta anche il rovescio della medaglia di una narrazione che aveva preso piede nel marzo dell’anno scorso. Di fronte all’avanzare dell’epidemia di Covid, da più parti fu elogiata la comunità cinese che, ancor più degli italiani, aveva adottato una rigida auto-quarantena e mostrava un rispetto scrupoloso delle regole.
Ora invece sono i gestori dei locali cinesi e i loro clienti a mostrare una sempre più forte insofferenza per quelle regole. E siccome fino a prova contraria i locali cinesi non vengono controllati più di quelli italiani o pachistani, se ne deduce che qualcosa è cambiato. O più semplicemente che non si può sempre parlare di “comunità cinese” come se fosse un’entità monolitica. Ci sono cinesi che rispettano le regole e altri cinesi che le infrangono.
Questi ultimi, le infrangono in maniera plateale, lo dicono i numeri. E il rischio è che questo atteggiamento alimenti la xenofobia, che in città non è mai mancata, in un momento in cui tanti ristoratori o gestori di pub sono alle prese con le chiusure forzate.
Chi sceglie di andare al night violando il coprifuoco, infine, non mette a rischio solo se stesso, ma anche tutti gli altri che incrocerà il giorno dopo, ora che i contagi da coronavirus hanno ricominciato a salire. —

