Tutti blasfemi a Sanremo, dai Maneskin sino a Fiorello: arriva la preghiera riparatrice
CAMPOSAMPIERO (PADOVA). Un’ora di adorazione riparatrice e da lunedì mattina, per l’intera settimana, prima della messa delle 8, don Bruno reciterà una preghiera di riparazione post-Sanremo.
«Non è tollerabile assistere a spettacoli come quello andato in onda al Festival e trasmesso dalla Rai e non possiamo più tacere. Dobbiamo pregare perché queste persone e i responsabili si convertano».
Don Bruno Bevilacqua, parroco di San Marco, tra domenica e lunedì, ha postato sulla sua pagina Facebook numerosi commenti e riferimenti a quanto accaduto a Sanremo ed è stato tempestato di telefonate di parrocchiani indignati per quanto andato in onda.
In casa nostra c'è ed auguro una buona conversione e senso di rispetto e ospitalità a tutti
Posted by Bruno Bevilacqua on Monday, March 8, 2021
Richiesta di perdono
«La nostra preghiera sarà una richiesta di perdono per ciò che abbiamo sentito e visto, ma anche di conversione», spiega don Bruno che in particolare si riferisce al testo della canzone vincitrice “Zitti e buoni” dei Maneskin e all’esibizione di Fiorello con Achille Lauro.
«Quando nel testo della canzone, tra l’altro vincitrice, c’è la frase “In casa mia non c’è Dio”, io rispondo invece che in casa nostra c’è Dio e auguro una buona conversione e senso di rispetto ed ospitalità a tutti». Ma anche Fiorello con la corona di spine in testa, Achille Lauro con le lacrime che ricordavano la Madonna e vari atteggiamenti ambigui e termini come “vi conviene toccarvi i coglioni”, contenuti nella canzone dei Maneskin, hanno lasciato sconcertato il parroco.
Invito a intervenire
«Invito le autorità civili e religiose ad intervenire pubblicamente. Disapprovare questo spettacolo è il minimo ma purtroppo la Rai, con i suoi responsabili, non è intervenuta. In questi tempi di sofferenza, invece di canti e messaggi positivi riduciamo Sanremo ad una propaganda di immoralità e satanismo, di perversione, anticristianesimo e antiumanesimo», attacca don Bruno.
Domenica, anche il vescovo di Sanremo e Ventimiglia, monsignor Antonio Suetta, aveva criticato “le manifestazioni blasfeme e la mancanza di rispetto” contenute nelle cinque serate e si era dissociato dal premio “Città di Sanremo” consegnato a Fiorello ottenendo il sostegno delle associazioni cattoliche “Polis Pro Persona”.
Indignazione
Don Bruno Bevilacqua ha scritto la sua indignazione al vescovo di Padova Claudio Cipolla e al suo predecessore Antonio Mattiazzo, ricevendo numerose approvazioni «da tanti sacerdoti e missionari da ogni parte del mondo ma anche da musicisti, cantanti e persone dello spettacolo. Chi non crede deve comunque rispettare la religione altrui».
Il tutto, sottolinea il parroco, proprio mentre Papa Francesco, a rischio di attentati, visitava le zone dell’Iraq, patria di Abramo, dove i cristiani vengono perseguitati anche per una piccola croce che indossano. «E noi qui deridiamo, banalizziamo o neghiamo la nostra religione e i suoi simboli. L’unica risposta è la preghiera».

