La leggenda dell’eremita rivive nella nuova piazza
Tavagnasco
La rievocazione di un’antica leggenda ha fatto da cornice, nella serata di mercoledì scorso, all’inaugurazione di una nuova piazza, in fondo a via Ivrea, ricavata dalla demolizione di un vecchio fabbricato. La piazza è stata intitolata a Prospero Lasbianca, ultimo discendente di una nobile famiglia di Tavagnasco, che scelse di condurre una vita da eremita nel suo feudo alpestre, nonostante i continui inviti da parte dei famigliari, che lo rivolevano a casa. Lì visse fino a 90 anni, quando, a Pasqua, decise di chiedere perdono recandosi nella chiesa parrocchiale avvolto in un ampio mantello. Il perdono arrivò nel momento dell’Eucarestia, insieme alla morte, mentre il suo mantello rimase sospeso su un raggio di sole entrato in chiesa sotto lo sguardo di centinaia di fedeli. Questa la leggenda che il parroco don Luca Pastore e il Comune hanno fatto rivivere nel battistero grazie alla collaborazione con il coro Rio fontana Mimosa, l’orchestra Arsnova e la Pro loco.
A impersonare l’eremita era Oscar Vacchiero. Oltre all’intitolazione della piazza a ricordare la figura di Prospero Lasbianca anche un pannello dipinto da Margherita Cerchio. «Sotto il dipinto – anticipa il sindaco Giovanni Franchino – realizzeremo un totem con la narrazione della leggenda ripresa dal libro “Tavagnasco sua storia civile e religiosa”, scritto dal sacerdote Carlo Benedetto nel 1923 e aggiornata in tempi recenti». La piazza regala un nuovo skyline alla zona alta del paese, ma soprattutto mette in sicurezza la circolazione stradale lungo via Ivrea che in quel tratto si restringeva. Lo slargo è stato pavimentato in pietra mentre un camminamento lascia spazio ai pedoni. La piazza completa la riqualificazione urbanistica cominciata tre anni dall’esecutivo di Franchino nella parte bassa del paese, ora illuminato, fino alla periferia verso Quassolo, da 220 corpi illuminanti di moderna generazione, con un investimento fatto in economia di 65mila euro derivanti da un contributo ministeriale. «Sono luci cosiddette calde – spiega l’assessore alle Opere pubbliche Moreno Nicoletta – così come prevede la Regione, che diffondono una luce soffusa e non fastidiosa per le persone e per gli animali, per conservare gli equilibri ecologici in ambienti di campagna». Sono undici moderni lampioni situati lungo l’asse stradale compreso tra la piazza, su cui si affaccia il palazzo municipale e la via che porta al cimitero, passando dall’imponente chiesa parrocchiale.
Il primo step per la riqualificazione e la messa in sicurezza del paese era cominciato nel 2020, dopo la realizzazione di un nuovo tratto di marciapiede seguito ai lavori di sistemazione del cavalcavia sopra l’autostrada A5 Torino- Aosta, effettuati da Ativa. Terminati anche i lavori di completamento del tratto di marciapiede, in cubetti di porfido. con partenza dall’area di fronte al pump track, che andrà a collegarsi per una lunghezza di 80 metri con quello lungo il cavalcavia.

