Via libera alla risonanza in ospedale
Ivrea
La comunicazione è stata data dal direttore generale dell’Asl/To4 Stefano Scarpetta in occasione dell’inaugurazione dell’ampliamento della Rianimazione e del nuovo reparto di terapia semi-intensiva. È stata assegnata la gara per la fornitura della risonanza magnetica a Ivrea, un’apparecchiatura che, in questo ospedale, non c’era mai stata ed è ormai indispensabile se si punta a qualità e ad accuratezza diagnostica. Firmata la delibera dalla direzione strategica, non significa che l’apparecchiatura arriverà domani. «Ci sono dei tempi tecnici - ha spiegato Scarpetta - entro un mese dalla firma della delibera si dovrà sottoscrivere il contratto, poi ci sono i tempi indicati dal capitolato di gara». Si parla di oltre 200 giorni perché si tratta di un intervento complesso. Se non ci saranno ritardi, sarà fra un anno perché, per posizionare la risonanza magnetica servono appunto diversi lavori strutturali nel reparto di radiologia, di creazione e adeguamento degli spazi. La risonanza a Ivrea rientra nella maxi gara bandita dall’Asl/To4 per la fornitura di macchinari e prestazioni per tutta l’azienda sanitaria. Si tratta di una provvedimento del valore di oltre 27 milioni e della durata di nove anni. Ad aggiudicarsi la gara è stata una società consortile composta da Althea Italia di Roma, Centro radiologico polispecialistico di Ternate, 3B di Settimo Torinese e Mattioda costruzioni di Cuorgnè.
Il lotto sull’ospedale di Ivrea, del valore di oltre 4 milioni e mezzo di euro, riguarda la fornitura di prestazioni diagnostiche (1.600 l’anno), locazione operativa della macchina compresi i lavori per poterla ospitare nel reparto dedicato e manutenzione dell’apparecchiatura. Per Chivasso, dove la risonanza c’è dal 2004, il lotto vale 13 milioni. Oltre alla sostituzione dell’apparecchiatura e alla manutenzione, pesa il numero di accertamenti diagnostici che si vanno ad acquistare: oltre diecimila l’anno. Nella gara, l’Asl/To4 acquista anche diecimila mammografie l’anno. Proprio l’idea di una gara in service con l’acquisto di oltre 19mila prestazioni l’anno aveva fatto tanto discutere sul tema dei servizi esternalizzati. Scarpetta aveva motivato anche alla conferenza dei sindaci dell’Asl/To4 la scelta di esternalizzare: mancano medici specialisti soprattutto a Chivasso e Ciriè. Scarpetta si era però impegnato ad aumentare il personale per garantire (e aumentare) la massima autonomia possibile per l’esecuzione degli esami. E così ha cercato di fare con i tecnici di radiologia. Al momento, la dotazione organica è al completo (sono 116 in tutta l’Asl) e si punta ad assumerne altri dieci entro il 2024.
L’investimento, significativo, della nuova risonanza magnetica a Ivrea secondo il direttore generale Scarpetta sarà ripagato dal recupero di quella che viene definita mobilità passiva, ovvero dai residenti - soprattutto dei distretti sanitari di Ivrea e Cuorgnè - costretti a rivolgersi al privato convenzionato per effettuare la risonanza. Qualche numero? Nel 2018, a pazienti di questi due distretti, ne sono state prescritte 18 mila. Il recupero della mobilità passiva, in termini economici, si annuncia importante. «Abbiamo tenuto una stima estremamente prudenziale - sottolinea Scarpetta - ma sarà possibile recuperare circa mezzo milione di euro l’anno e ridurre il ricorso al privato accreditato». Più specificamente: del circa mezzo milione di risparmio stimato, il 40% verrà dai distretti di Ivrea e Cuorgnè (area senza risonanza nel pubblico) e il 30% dalle aree di Chivasso e Ciriè. La stima - come sottolineava Scarpetta - è prudenziale e abbattuta del 50%. Se a questo si aggiunge che, con nuove assunzioni, si potrà incrementare il numero degli accertamenti diagnostici, si evince che il risparmio può essere sensibilmente maggiore.

