Donazzan agli agenti penitenziari: «Avete a che fare con la peggiore umanità». Ecco l’audio
«Non esistono regole d’ingaggio chiare in assoluto, quando abbiamo a che fare con la peggiore umanità. Perché voi non avete a che fare con le signorine. Qua dentro abbiamo la parte degenerata della società». Con queste parole l’assessore regionale al Lavoro, Elena Donazzan, sui recenti episodi di violenza che si sono verificati ai danni di alcuni agenti della polizia penitenziaria mentre erano di servizio al carcere Due Palazzi di Padova. Le dichiarazioni durante il sit-in organizzato dai sindacati di polizia penitenziaria nella mattinata di mercoledì 6 settembre.
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Le vicende risalgono alla scorsa settimana. Il 29 agosto due agenti erano stati sequestrati da alcuni detenuti e rinchiusi in una cella. Il 2 agosto due distinte aggressioni denunciate dal sindacato Sappe avevano causato in tutto il ferimento di 5 poliziotti, tra la Casa di reclusione e la Casa circondariale.
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Fatti che hanno innescato la protesta di alcuni sindacati, che si sono trovati questa mattina all’ombra del Due Palazzi per chiedere maggiori tutele. L’assessore Donazzan si è quindi recata a Padova per un’ispezione non programmata alle carceri. Al termine di un dialogo con il direttore del Due Palazzi, si è confrontata con alcuni dei sindacalisti in protesta. Qui ha ascoltato le loro versioni e, dopo avere preso l’impegno di creare un canale di dialogo con gli apparati statali, ha espresso la sua vicinanza alla polizia penitenziaria.
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Nel momento in cui il segretario di Fns-Cisl, Matteo Iannizzi, ha fatto notare alcune incongruenze nel nuovo protocollo di sicurezza della polizia penitenziaria, l’assessore ha replicato: «Per consapevolezza so che non esiste una legge buona in assoluto, non esiste un decreto chiaro in assoluto. E non esistono regole d’ingaggio chiare in assoluto, quando abbiamo a che fare con la peggiore umanità». Parole pesanti, che eclissano il duro lavoro delle numerose cooperative sociali che ogni giorno spendono sangue e sudore al Due Palazzi per costruire di creare un percorso di riabilitazione, un futuro diverso per i detenuti.

