«Da piccola sognavo di guidare l’autobus: ora ci sono riuscita. I pregiudizi? Esistono»
TRIESTE Il dieci per cento dei dipendenti della Trieste Trasporti è donna, quando nel 2019 questa percentuale si attestava intorno all’8,5%. Una cinquantina le autiste, mentre nell’ isontino, in Apt, a svolgere la stessa mansione sono 17 donne, l’ultima assunta proprio ieri.
«Il mestiere del conducente di autobus, nell’immaginario di molti – constata il presidente di Trieste Trasporti Maurizio Marzi Wildauer –, è stato a lungo ritenuto prettamente maschile, sia per ragioni collegate a orari e turni, che per ragioni fisiche, perché gli autobus fino a pochi decenni fa erano davvero molto faticosi da guidare».
Dal 1989, quando venne assunta la prima conducente in Trieste Trasporti – è ancora in servizio e coordina il personale conducente –, «la presenza femminile in azienda è progressivamente cresciuta – così Marzi – : la stessa Trieste Trasporti sta incentivando le donne ad avvicinarsi a questo mestiere, e lo fa sia attraverso specifiche iniziative che possano assicurare la conciliazione tra la vita privata e il lavoro, sia con apposite misure di welfare, quali la copertura delle spese per la baby sitter o per l’asilo nido o per la cura dei familiari più anziani».
Tema dolente per le autiste «resta comunque quello dei servizi igienici a disposizione durante il turno – evidenzia il presidente –: dobbiamo lavorare in collaborazione con gli enti competenti per affrontare questo aspetto».
A differenza dei colleghi maschi, le autiste terminano il turno entro le 22. Questione di sicurezza.
Alla guida di un autobus i triestini possono trovare, ad esempio, la 37enne Jessica Cominotto, aspirante autista fin dalla giovane età. «Era da sempre il mio sogno – testimonia entusiasta –: avevo tentato anni fa il concorso, ma la concorrenza era tanta. Due anni fa ho ritentato e finalmente ce l’ho fatta». Jessica racconta di «colleghi uomini molto gentili, disponibili, e di un’utenza che invece, in alcuni casi, fa ancora fatica ad abituarsi a vedere una donna al volante di un autobus. Proprio pochi giorni fa, un passeggero, salendo a bordo e vedendomi alla guida, si è fatto il segno della croce. Con ironia l’ho rassicurato».
A Gorizia, Apt ha assunto la prima donna nel 1995. Oggi l’azienda è presieduta da una donna, Caterina Belletti, che sottolinea: «Non siamo dei panda, le donne sono parte fisiologica dell’azienda, e gli autisti donna sanno farsi rispettare, sanno guidare bene, smentendo il detto “donna al volante pericolo costante”. Certamente – conclude – maggiori politiche sociali, anche aziendali, aumentano il lavoro femminile»

