Le architetture Lego incantano Gorizia e guardano al 2025: passione senza età
GORIZIA. Dalla cattedrale gotica alla mappa del Friuli Venezia Giulia, dalla facciata della chiesa di Borgo San Rocco alla riproduzione in 3D di un affresco di palazzo Regazzoni a Sacile. Senza dimenticare il rosone bianco e nero ancora da completare o l’infinità di altri progetti, più o meno impegnativi, esposti sulle mensole o sui tavoli dell’area espositiva. Ci sono diversi pezzi originali nell’allestimento dedicato ai Lego promosso dall’associazione Agorè nello spazio espositivo di corso Verdi 95.
La passione per i mattoncini colorati non ha età e, se qualcuno aveva dei dubbi, la mostra “Architetture Lego” li ha spazzati via. All’inaugurazione, una folla di bambini e (soprattutto) di adulti si è accalcata fuori dal locale in attesa dell’apertura. Su tutte, ha colpito per le sue dimensioni e per la cura dei dettagli, la cattedrale gotica realizzata dal 25enne Francesco Colla. Tra progettazione, raccolta dei pezzi e costruzione, lo studente triestino di architettura ha impiegato 5 anni per completare la sua opera. «Mi sono ispirato a più chiese», precisa a chi gli chiede se si tratti della cattedrale parigina di Notre Dame e precisa anche che la sua tesi di laurea non riguarderà né quella costruzione, né il mondo della Lego. «Non ricordo quando ho cominciato a utilizzare i mattoncini, probabilmente all’asilo, ma il Lego cresce con noi. Sono partito dalle scatole, per arrivare a questa composizione originale», racconta facendo capire che la sua passione non terminerà certo qui.
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Chi ha una passione smodata per il Lego è anche Sergio Pratali Maffei. Docente di architettura, e curatore della stessa mostra, è l’unico facilitatore in regione del metodo Lego Serious play, uno strumento a supporto dei gruppi di lavoro che, attraverso l’utilizzo dei mattoncini, permette una riflessione su un tema comune per arrivare all’assunzione concreta di responsabilità condivise. Oltre a esporre i modellini (sia in scala 1:200 sia in scala 1:50) della casa di Versa che sta restaurando, Pratali ha esposto un davanzale interno della casa e un davanzale esterno ispirato a Mondrian realizzati dalla figlia proprio con i mattoncini colorati. «La mostra si apre con una chiesa gotica e si chiude con un rosone incompleto che è un’opera collettiva, ma, per completarla, siamo alla ricerca dei mattoncini bianchi», racconta Pratali lanciando un appello.
Ospiti speciali della mostra sono i Geostuds di Gorizia. Con la mappa del Friuli Venezia Giulia accompagnata tanto dal Faro della Vittoria di Trieste, dalle vele della Barcolana nel Golfo e dalla gradinata dal Sacrario di Redipuglia, Marco Zuri e Barbara Bader hanno portato anche una riproduzione della facciata della chiesa goriziana di San Rocco, una casa terremotata simbolo del sisma del Friuli del 1976 e una riproduzione in tre dimensioni di un affresco. «Giocavamo con i mattoncini da piccoli, ma li avevamo lasciati da parte per anni e abbiamo ricominciato nel 2018, dopo aver visto una mostra di Lego, e ci ha preso la mano - racconta lui, classe 1978 -. C’è però chi ha cominciato solo in età adulta, magari durante il Covid per trovare un’alternativa ai puzzle». Proprio in età adulta ha iniziato Francesco Fiannaca, 40 enne di Gorizia. «In soli due anni, con questa passione, ho riempito la casa di costruzioni. Alla fine sono un anche modo per fare arredamento».
L’iniziativa ha subito raccolto l’attenzione degli appassionati che hanno contattato l’associazione Agorè anche da fuori provincia per chiedere informazioni sugli orari e sulle giornate di apertura. La mostra resterà aperta tutti i giorni, fino a domenica, con orario 17.30-19.30 tranne domenica, giornata in cui sarà aperta tra le 10 e le 15.

