Sosta in doppia fila e bici contromano: l’anarchia in strada
I maleducati della strada. Sono quelli che vanno in macchina o in bici, ma anche a piedi, senza rispetto per alcuno. Non pigiano sull’acceleratore violando i limiti di velocità; e non passano con il rosso ai semafori, ma si comportano come se fossero gli unici in strada. Commettono infrazioni, se vogliamo, minime ma che creano danno e disagi al prossimo.
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Basta fare un giro in città in ogni ora del giorno per rendersene conto. Ciclisti che vanno contromano costringendo gli automobilisti a slalomeggiare per schivarli; pedoni che attraversano al di fuori della strisce pedonali; automobilisti che parcheggiano in doppia fila; ciclomotoristi che lasciano il mezzo sul marciapiede impedendo alle mamme con il passeggino di transitare e costringendole a spostarsi sulla strada. Alcuni vengono colti sul fatto e multati; la maggior parte la fa franca ed è pronta a ripetere la “scorrettezza” il giorno dopo.
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Nel nostro giro abbiamo incontrato ciclisti contromano in via XX settembre e, addirittura, sulla ciclabile storica di via Chiassi. Su quest’ultima c’ è tanto di freccia che indica la direzione giusta verso via Dugoni, ma nessuno la rispetta. Altri prendono il marciapiede come una pista ciclabile: sfrecciano e piombano all’improvviso alle spalle del malcapitato pedone. È successo, per esempio, di fronte alla stazione ferroviaria di piazza don Leoni, in una zona molto frequentata da persone che escono dagli hotel che affacciano sulla strada. Non mancano i pedoni che attraversano la strada fuori dalle strisce. Se ne incontrano tanti davanti al Sociale, imperterriti ad attraversare in mezzo al traffico un nodo cruciale come piazza Cavallotti.
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Un altro dei tasti dolenti è il parcheggio delle auto. Se ne vedono di ogni in città. Un’auto parcheggiata giusto sulle strisce pedonali alla fine di via Mazzini: l’ultimo stallo blu era occupato, ma non importa. In via Matteotti uno stallo blu è out per lavori: si può parcheggiare accanto, sulla strada, creando una seconda fila di sosta. E c’è anche chi lascia l’auto senza curarsi che possa creare intralcio al traffico come tra piazzale Gramsci e viale Isonzo. È c’è anche chi mette la moto negli stalli riservati alle auto, come si è visto in via Allende. Insomma, la maleducazione non ha limiti.

