Feltre-Belluno, Pilat sarà tifoso speciale. «Non è ora per una squadra unica»
L’ora del derby. Sale l’attesa per il superderby di domenica della serie B di rugby fra Feltre e Belluno.
Una sfida da sempre molto sentita. In tribuna ci sarà anche Corrado Pilat, allenatore delle skills in nazionale, che è particolarmente coinvolto in questa partita, visto che è cresciuto rugbisticamente a Belluno e ora collabora con il Feltre. Ma non chiedetegli per chi tiferà. ..
Dopo la splendida cavalcata dello scorso anno, quest’anno il Feltre sta avendo qualche difficoltà in più, pur restando fra le big. Mentre il Belluno, nonostante qualche timore iniziale, sta dimostrando di potere reggere la categoria…
«Si è vero. Il Feltre è vicino alle prime, quindi si può dire che è una realtà forte per questa serie B. Per quanto riguarda il Belluno direi che non è una sorpresa. Come abbiamo visto l’anno scorso con il Feltre, il gradino più duro è quello del passaggio dalla serie C alla serie B. Una volta arrivati in B il livello è buono e consente anche di rimanerci. Feltre e Belluno sono due squadre con obiettivi diversi: i granata, che la passata stagione si erano quasi guadagnati la serie A, vogliono puntare alla vetta della classifica, per il Belluno invece l’obiettivo è quello di rimanere in serie B ed al momento sta facendo bene».
Domenica dove si vincerà il derby? Cosa farà la differenza?
«Secondo me tutte e due dovranno pensare al loro gioco, anziché guardare l’avversario. Se ogni squadra rimane concentrata nel proprio lavoro ed ha anche la capacità di capire i punti di forza e di debolezza dell’avversario, questo potrebbe permettere di vincere».
Il pubblico del Boscherai potrà influire sulla sfida?
«È molto caloroso, molto presente e quindi di farà sicuramente sentire».
Lei nasce nel Belluno, ma ormai vive e allena a Feltre. Domenica resterà neutro o c’è qualche preferenza fra le due?
«È tutta la settimana che lo ripeto: sarò neutro al massimo. In questa partita mi godrò il rugby giocato e farò l’analisi tecnica. Non mi farò assolutamente coinvolgere emotivamente».
Se lei fosse nei due allenatori chi toglierebbe a una squadra e chi all’altra?
«Non conosco così bene i giocatori da poter togliere qualche atleta. Dovrei allenarli e solo in questo caso potrei fare una valutazione di questo tipo».
Feltre e Belluno sembrano consolidate in serie B. Ma non sarebbe il caso di riprovare a pensare ad una squadra unica e puntare alle serie A?
«Non è così scontato rimanere in serie B. Bisogna che tutte e due le realtà facciano la voce grossa in questa categoria almeno per un paio di anni e poi ci si può pensare a questo passo ulteriore. Ma per crescere dovrebbero nascere due formazioni, una più forte ed un’altra sempre in B».
Lei conosce bene i vivai. Ci dice qualche nome su cui scommettere per il futuro?
«Conosco forse di più l’ambiente di Feltre in questo momento. Nelle giovanili granata ci sono dei ragazzi che sono promettenti: c’è De Cet che gioca nell’under 16, c’è Zabot che milita in under 16 inoltre citerei Reolon dell’under 18. Per quanto riguarda la juniores, che raccoglie i giocatori di Alpago, Belluno e Feltre, ci sono dei buoni elementi».

