«Come capita la vita», storia di un’amicizia che salva
Cecilia è una giovane donna, specchio, suo malgrado, di una generazione che ai sogni ha dovuto preferire la realtà. Avrebbe voluto essere pittrice, dipingere su tela i colori chiusi nella sua testa. Ma la vita, a Cecilia, è caduta addosso come un macigno, soffocandola con il peso della responsabilità. Cecilia, seppur riluttante, ha lasciato la strada del cuore per imboccare una via pratica, qualcosa che le consentisse di non pesare sulle spalle della madre. S’è sposata, Cecilia, vittima infelice della propria paura. Prigioniera di un matrimonio buono solo a relegarla nell’ombra, ha preso a vivere di rimpianti. Di «se» e di «ma», di sogni ad occhi aperti dai quali è Vera a ridestarla.
Vera è una ragazza minuta, con gli occhi grandi e l’aspetto di una bambina. All’apparenza, si direbbe fragile, ma dietro quel suo corpo un po’ infantile nasconde l’animo di guerriera. Ha sconfitto il cancro. Poi, ha deciso di insegnare ad altri il potere della volontà, perché Vera non ha paura di salire su un palco per raccontare alla propria platea come reinventarsi. Come vivere la vita al pieno delle proprie possibilità. È davanti a Vera che Cecilia scopre la necessità di dare spazio alla determinazione, a se stessa, intrecciando con quella ragazza minuscola un’amicizia salvifica.
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Le ragazze possono fare tutto (e i libri lo raccontano)Vera insegna a Cecilia come combattere un destino che pare scritto e, di loro, anime affini, racconta Elisabetta Cirillo nel suo Come Capita La Vita (Sperling & Kupfer, 2019, pp. 176, € 16,90). Il romanzo, il primo per la Cirillo, giovane bresciana con la passione dello yoga, è la storia di come un’amicizia possa cambiare la vita.
