Harry e Meghan, che come madrina di Archie hanno scelto la storica tata
Sono passati sei mesi e mezzo dal battesimo di Archie Harrison Mountbatten-Windsor, eppure in Gran Bretagna c’è ancora qualcuno che indaga sui nomi dei padrini e delle madrine. Sì, perché la cerimonia dello scorso luglio è stata celebrata nella cappella del Castello di Windsor da Justin Welby, Arcivescovo di Canterbury, in forma super privata per volontà dei genitori del bebè, Harry d’Inghilterra e Meghan Markle.
Nel pomeriggio sono state pubblicate sui social le foto ufficiali dell’evento, ma alcuni dettagli sono rimasti top secret. Come, appunto, i nomi di chi ha accompagnato il baby Sussex all’altare: esclusi i familiari (per convenzione), si era tirata fuori anche Serena Williams, grande amica di Meghan, e pure George Clooney, che ha risposto ai rumors con una smentita inequivocabile. «Sarebbe una pessima idea, non chiamatemi».
Per settimane, dunque, il nome femminile più gettonato è stato quello di Tiggy Legge-Bourke, Petiffer da sposata, figura chiave dell’infanzia e dell’adolescenza di Harry e William. Lei, infatti, è stata al fianco dei principi inglesi negli anni Novanta, per l’esattezza quando Carlo e Diana hanno divorziato. «Come madrina di Archie è stata scelta Tiggy», scrive oggi il Sunday Times, che conferma quindi l’insistente indiscrezione.
La testata inglese va poi oltre e svela – o almeno ci prova – anche due padrini: Mark Dyer, una specie di mentore sia per Harry che per William, e Charlie van Straubenzee, uno dei più cari amici del principe. Nessuno di loro, però, è apparso nel celebre ritratto scattato nella Green Drawing Room di Windsor, con omaggio a Lady Diana: d’altronde – come annunciato – madrine e padrini sono stati scelti fuori della royal family.
Anche se, come nel caso di Tiggy, si tratta quasi di una persona di famiglia.
